Giorno 33

// 3rd Febbraio, 2000 // AD&D

Trentatreesimo giorno

Dopo una lunga camminata nella notte, priva di incidenti, gli avventurieri si ritrovano all’imboccatura della valle. I cani sembrano non essere in vista, ma il gruppo si inoltra nella gola con estrema cautela. In effetti, scorgono i cani in alto, sulle pareti, ma essi non sembrano intenzionati a sbarrarli. Forse, la loro presenza è correlata con l’apertura del tempio. Una volta giunti davanti all’immensa parete scolpita, però, gli avventurieri si rendono conto che dove dovrebbe esserci un ingresso non c’è che roccia apparentemente solida. Alcuni ipotizzano che il tempio possa aprirsi solo di notte, e di conseguenza il gruppo trova un posto riparato dal sole per passare la giornata.
Quando il sole tramonta dietro le dune, il gruppo torna all’ingresso del tempio, e questa volta davanti a loro si apre un tunnel squadrato che si perde nell’oscurità. Il tempio è finalmente aperto.
L’interno appare privo di qualsiasi segno di passaggio recente, ma anche privo di polvere o segni del tempo passato. Appena gli avventurieri si addentrano nella prima stanza, vengono attaccati da una coppia di statue animate in forma di falchi, levatesi in volo dalle vicinanze di un altare sopraelevato.
Dopo aver sconfitto e distrutto le statue animate, gli avventurieri esplorano il resto del tempio, trovando stanze contenenti oggetti di poco valore, un intero quartiere in cui mobili e suppellettili paiono essere state distrutte da qualche furia selvaggia, una camera piena di sarcofagi di dignitari perfettamente sigillati e soprattutto una grande stanza dominata da una enorme statua del faraone Ankhtepot, circondata da una gran quantità di statue di guerrieri, in dimensioni reali. Queste statue sembrano innocue, ma comunque col loro solo numero fanno una certa impressione: se dovessero animarsi tutte insieme come i falchi di poco prima, per il gruppo sarebbe morte certa.
Le statue paiono restare immobili, e gli avventurieri trovano una scala che si inoltra nella roccia, verso l’alto. La stanza in cui emergono è abbagliante di tesori: gioielli, ori, gemme, statue… la sensazione che non sia saggio profanare la tomba non trattiene tutti dall’intascarsi qualche pezzo di dimensioni più ridotte. Al centro, si trova un grande sarcofago di pietra, chiuso, ed un condotto conduce in un’altra stanza simile.
Appena vi si affacciano, però, gli avventurieri si rendono conto che il coperchio del sarcofago che contiene è invece rotto, e occupato da un cadavere avvolto da bende.
Il cadavere si anima appena il gruppo si avvicina, e molti fuggono in preda alla paura, mentre Sake e Henly cercano di nascondersi nell’oscurità che li circonda. La mummia però li vede ugualmente e li attacca, colpendo brutalmente il nuovo arrivato. La reazione però è rapida ed efficace: la mummia viene spinta giù dalle scale, ed attaccandola da una posizione favorevole Boindil e Ghertrude riescono ad aver ragione della creatura.
L’esplorazione prosegue, ma senza grandi risultati. Ci sono altre camere, altri sarcofagi, un passaggio segreto che conduce ad una minuscola stanza dietro alla grande statua del Faraone all’ingresso e da cui è possibile osservare la stanza ai suoi piedi, ma poco di più. In un sarcofago vuoto, gli avventurieri trovano un frammento di un simbolo sacro, che portano via con loro.
L’esplorazione del tempio pare essere completa: non ci sono altre stanze, né altri corridoi.

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2 risposte a “Giorno 33”

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