Giorno 34

// 4th Febbraio, 2000 // AD&D

Trentaquattresimo giorno

Non resta altro da fare che esplorare palmo a palmo le pareti, in cerca di passaggi segreti o dettagli sfuggiti alle precedenti indagini.
La tenacia viene premiata, e agendo sul braccio di una delle statue di guerrieri nella sala principale si apre un condotto che si inoltra nelle profondità della montagna, sfociando in una stanza che contiene due sarcofagi, disposti in piedi accanto alla parete. Altri due corridoi si dipartono da questa stanza, ma per accedervi è necessario oltrepassare i sarcofagi.
Ancora non ci si spiega che cosa sia passato per la testa a Sake quando, avvicinatosi ad un sarcofago ed esaminatolo attentamente, ne afferra l’orlo del coperchio e lo manda a frantumarsi sul pavimento.
Il cadavere che si trova all’interno si anima, ed esce dal sarcofago avventandosi contro gli avventurieri. Nello stesso momento, anche l’altro sarcofago si scoperchia e ne esce un’altra mummia, che affianca la prima.
Gli avventurieri fuggono, arretrando nel corridoio da dove sono entrati e spargendosi nella sala delle statue, in modo da affrontare le mummie con maggiore libertà di movimento. Quando i due cadaveri ambulanti emergono dal corridoio vengono accolti da una salva di proiettili di svariata natura, molti dei quali infuocati, che li riducono in breve tempo a mucchietti di cenere.
Sconfitte le due mummie, i PG tornano nella stanza che le ospitava, e nel sarcofago di una di esse trovano un secondo pezzo che completa il simbolo sacro a forma di croce ansata trovato nell’altra tomba. Un’iscrizione comparsa sull’oggetto dice “Il suono della campana segnerà il settimo risveglio del figlio del sole”, indicando che in qualche modo l’oggetto potrebbe essere legato al risveglio del faraone.
Tutto sembra tranquillo. I PG scelgono di esplore la scala che da questa stanza scende nelle profondità della terra, ma arrivati in fondo vengono fronteggiati da una mummia parlante, che senza mostrarsi prima manifesta i suoi intenti. Afferma di essere Senmet, sacerdote di Ra, ucciso da Ankhtepot durante la sua furia. È lui la creatura risvegliata da Isu, ma Senmet rivela che la sacerdotessa non è mai stata in grado di controllarlo, e che al contrario era lui a utilizzarla per i suoi scopi. A questo punto , intima loro di andarsene se non vogliono essere distrutti e si palesa alla luce delle torce. La sola vista della mostruosa creatura getta alcuni degli avventurieri nel panico più cieco, ed il gruppo si affretta a risalire la scala per allontanarsi da quella stanza.
Apparentemente, la mummia non li segue, e loro procedono nell’esplorazione, giungendo in una stanza che ospita la nave funebre del faraone. Su di essa si trova una specie di gong, con altre iscrizioni che richiamano il risveglio del Faraone. Due statue di golem bloccano l’ingresso ad un altro corrridoio, sul fondo della stanza. Durante l’esplorazione sentono i passi di Senmet avvicinarsi. L’idea di scatenare una mummia contro l’altra viene giudicata praticabile, e colpendo il gong con il simbolo il suono il gruppo provoca i risveglio del faraone. Dal corridoio sorvegliato dalle statue animate emerge l’impressionante figura del faraone Ankhtepot, al colmo della sua furia contro Senmet.
I due si affrontano con colpi tali da far tremare la montagna, ma questo scontro permette ai PG di fuggire.
Giunti all’ingresso, però, scoprono che la porta è semplicemente scomparsa. Probabilmente, è sorto il sole. Mentre il tempio crolla attorno a loro, riprendono la ricerca di passaggi o porte nascoste, ed infine riesconoa trovare una scala che li conduce fuori, sull’altopiano. Qui scoprono che il “confine” del dominio sembra essere scomparso.
Gli avventurieri tornano rapidamente al villaggio, con l’intenzione di riparare il carro Vistani e con questo fuggire dal deserto.

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2 risposte a “Giorno 34”

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