Giorno 37

// 6th Febbraio, 2000 // AD&D

La mezzanotte è appena passata quando il silenzio della notte viene spezzato da un grido di dolore, proveniente da non molto lontano.
Gli avventurieri accorrono, solo per notare all’altra estremità di un vicolo buio due figure. Una di esse cade a terra, mentre l’altra si allontana in tutta fretta. Il tentativo di inseguimento subito messo in atto dagli avventurieri fallisce quando il fuggitivo balza su di una carrozza parcheggiata nei paraggi e scompare nella nebbia.
Gli avventurieri non possono fare altro che esaminare la seconda figura: si tratta di una donna, in abiti vistosi, evidentemente morta. Ha la gola squarciata ma attorno ad essa non si vede nemmeno una goccia di sangue.
Subito nel vicolo compaiono alcuni uomini in divisa che si identificano come soldati della guardia cittadina, guidati dal tenente Logan. Solo a causa della loro presenza, gli avventurieri vengono subito identificati come sospetti e trasferiti in un vicino locale per un interrogatorio sommario.
Qui scoprono di trovarsi in un luogo chiamato Paridon, una città perennemente avvolta in una coltre di foschia dalla quale pare essere impossibile allontanarsi. Vengono a sapere che questo potrebbe essere il primo di una serie di omicidi rituali che si verificano a distanza di tredici anni. Con questa cadenza, infatti, un misterioso assassino uccide sei vittime, privandole del loro sangue, sempre allo scoccare della mezzanotte. Il tenente Logan non ritiene responsabili i PG, ed anzi propone loro di collaborare con la polizia per indagare su questo caso: essendo poco conosciuti potrebbero non sollevare sospetti nelle persone interrogate. Gli avventurieri, un po’ per vocazione, un po’ perché non hanno niente di meglio da fare, accettano.
Nel locale conoscono anche alcuni abitanti della città, come la sarta Ire McMoran e Koth Rigsby, proprietario di alcune stanze in affitto, che si offre di ospitarli nel suo ostello.
Essendosi ormai fatta tarda notte gli avventurieri accettano la sua offerta, ma nel tragitto vengono attaccati da un misterioso figuro che pugnala Sati alle spalle e poi fugge. Anche in questo caso, l’inseguimento non ha esito, e come se non bastasse Sati sembra essere stata avvelenata. Rigsby consiglia agli avventurieri di portarla al tempio della Divina Forma, dove i sacerdoti possono curarla. In effetti, la giusta applicazione di arti magiche restituisce la vita alla ragazza, ed il gruppo può finalmente concedersi una lunga notte di sonno.
Svegliatisi dalle parti di mezzogiorno, gli avventurieri cominciano a condurre qualche ricerca. Sati preferisce spendere qualche moneta in abiti meno appariscenti e più caldi delle divise da marinaio che gli altri continuano ad indossare, mentre gli altri tornano sul luogo dell’omicidio. Ehi e scoiattolo scompaiono dietro una traccia visibile solo a loro, e non li si rivedrà che dopo parecchio tempo. Ghertrude tenta di utilizzare la sua magia per rilevare qualche impronta psichica, e riceve l’immagine dell’omicidio visto con gli occhi dell’assassino, ma nulla di più.
Il passo successivo, sempre grazie alle arti di Ghertrude, è quello di chiedere informazioni direttamente al cadavere, ma anche questa via non pare portare a rivelazioni rilevanti.
Per la notte ormai in arrivo, gli avventurieri decidono di tentare la via del pattugliamento delle strade, convincendo Sati a agire come esca, fingendosi una cittadina, ma non appena suona la mezzanotte un nuovo grido di terrore e dolore risuona nella nebbia.

Torna al giorno precedente Vai al giorno successivo

Una risposta a “Giorno 37”

  1. […] Torna al giorno precedente […]

Replica