Giorno 38

// 7th Febbraio, 2000 // AD&D

Sui gradini di un macellaio viene trovato il corpo di un’altra ragazza. Questa, oltre ad avere la gola squarciata è anche priva di alcuni organi interni. I sospetti conducono tra gli altri al macellaio stesso, un altro dei personaggi che gli avventurieri avevano incontrato al loro arrivo, ma a quanto pare non ci sono indizi per perseguirlo. La guardia cittadina brancola nel buio, e nella nebbia.
La successiva giornata di indagini non conduce a grandi risultati, e gli avventurieri ritentano la via dell’esca, questa volta dividendosi in due gruppi, ma improvvisamente succede l’impensabile.
Gli avventurieri si risvegliano, tutti insieme, in una specie di cantina fiocamente illuminata. Tutti, sistematicamente, ricordano di essere stati uccisi, nel corso dei due giorni precedenti, in un momento in cui si trovavano soli oppure in compagnia di compagni che li hanno improvvisamente ed inspiegabilmente attaccati.
La spiegazione la dà uno strano essere che pare non essere in grado di conservare una forma definita per più di due o tre secondi, ma cambia aspetto e tono di voce continuamente. La visione è disturbante, ma la storia che racconta possibilmente ancora di più.
La creatura si chiama Sodo, ed è, o per meglio dire era, il responsabile degli omicidi verificatisi in città negli anni precedenti. Era costretto al macabro rituale da un pugnale che, assorbendo il sangue di sei vittime per sei notti consecutive, gli concedeva tredici anni di invulnerabilità.
Ora, questo pugnale gli è stato sottratto, ma Sodo non ha idea di chi sia il colpevole. Incarica quindi gli avventurieri di trovarlo al posto suo, seguendo le tracce degli omicidi, perché in cambio del pugnale Sodo darà loro la libertà, sotto forma di un portale che conduce fuori dalla città, e la vita. Sodo informa gli avventurieri di essere stato lui a risuscitarli, grazie ai suoi poteri, ma anche di avere incastonato nel loro torace un oggetto magico, uno scarabeo di morte, che solo lui è in grado di rimuovere e che li condurrà alla morte nel giro di sette giorni se non riescono nel loro compito.
Senza fornire loro ulteriori equipaggiamenti, Sodo li libera nuovamente nelle strade di Paridon, proprio pochi minuti prima di mezzanotte.

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